Per molto tempo, gli studiosi hanno guardato alle antiche raffigurazioni di donne nude (comuni in zone come la Mesopotamia e la Siria) con una lente un po’ distorta, etichettandole sbrigativamente come simboli di “prostituzione sacra” o più genericamente di fertilità. Quello che si propone è un cambio di prospettiva, che eviti generalizzazioni e, integrando l’analisi del dato archeologico con quella dei testi da quelle regioni, provi a fare luce sul significato di queste figure, recuperando ruoli e funzioni e interrogandosi sui motivi della loro popolarità.
📌 Sabato 7 marzo ore 17
📌 Cooperativa sociale le Rose – via Quintole pere rose 155 – Impruneta – Firenze
📌 Conferenza a cura di Candida Felli, Archeologa – Università di Firenze